Le riflessioni di chi si arrampica sugli specchi

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domenica 7 agosto 2016

Shenandoah

Migliaia di passi nei boschi ad attraversare ruscelli, vedere cascate, in un grandissimo parco, io e Lucia, per ore, a camminare. Seaglópur dei Sigur Rós suona nella mia testa. Passiamo per un sentiero, una foglia arancione attaccata ad un filo di ragnatela luccicante per la rugiada danza di fronte a noi, ci saluta, ci fa entrare nel bosco, io e Lucia, mano nella mano, sudati per la fatica ma felici, sorridenti, vediamo il futuro.

Arrivati in uno spiazzo ci sediamo su dei sassi, ci guardiamo, in silenzio, parlano le nostre anime, anzi sorridono solo, nemmeno loro hanno bisogno di parlare, sono i nostri guardi a tenersi per mano, i nostri sorrisi. Il cammino è difficile, sale e scende, attraversa ruscelli, ma a noi piace così, perché siamo insieme e anche perdersi ci diverte. Tornati indietro passiamo la notte in tenda, piove ed entra l'acqua, ci svegliamo e corriamo in bagno ad asciugare i vestiti, inzuppati, usando gli asciugamano elettrici, ridiamo alle 4:30 di notte, poi torniamo a dormire. Al mattino piove ancora, smontiamo la tenda, partiamo, il sole ce l'abbiamo dentro.

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