Le riflessioni di chi si arrampica sugli specchi

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venerdì 15 luglio 2016

Anima II

Chris mi guardava, ancora perplesso, forse confuso, non sapendo cosa rispondermi.

"Sono un essere senz'anima. Ho solo un corpo, la mia anima è morta prima del tempo".
"Forse è meglio così, se non hai rammarichi ..."

"È come se la tua anima dicesse all'anima di un tuo conoscente morto che è meglio così, perché non ha più il corpo, che sente il dolore. Anima e corpo vanno insieme. È vero, senza corpo l'anima non prova più dolore fisico, ma le manca qualcosa. Non me ne ero mai accorto, è come se avessi scoperto solo ora cos'è che non va, mi è morta l'anima. Ma nel momento stesso in cui l'ho capito, mi è tornato tutto così chiaro, ovvio". Poi, cambiando discorso, gli chiedo: "vuoi un altro bicchiere di vino? A che ora devi andare a vedere tua figlia?"

"Mi ha appena scritto, tra 5 minuti esco. Sì, grazie per il vino".

I cinque minuti passano in fretta, esce ed io rimango solo, un corpo vivo ma senz'anima, la mente la sento chiara e lucida ma senza scopo e senza intento, non può esserci scopo o intento quando si vive solo un susseguirsi di attimi, quando si è persa la coscienza del nostro esistere all'interno del tempo. La mente è chiara e lucida, ma stanca, perché si sente cieca.

Si dice che gli occhi siano lo specchio dell'anima, in realtà l'anima sono gli occhi della mente. La mente decide, ma sono gli occhi a mostrarle la realtà, senza anima la mente è vuota e buia, come un cieco che ha perso la vista e come un sordo che ha perso il suono.

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